
Laureato in giurisprudenza a Pisa. Entra in diplomazia nel 1896, ricoprendo una lunga serie di incarichi all'estero, fino a quando, nel 1921, Giolitti lo chiama a dirigere la politica estera italiana. A Sforza si deve la firma del trattato di Rapallo con la Jugoslavia. Nel 1922 è ambasciatore a Parigi, carica che abbandona con l'avvento del fascismo. Deciso oppositore del regime, resterà in esilio dal marzo 1927 all'ottobre del 1943. Rientrato in Italia dopo 16 anni di assenza, ricopre l'incarico di Alto Commissario per le sanzioni contro il fascismo nel secondo governo Badoglio e nel primo gabinetto Bonomi. Nel settembre del 1945 è eletto alla Presidenza della Consulta Nazionale, il 2 giugno 1946 è deputato all'Assemblea Costituente. Dal 1948 è senatore. Ministro degli Esteri (dal 1947 al 1950) ratifica il trattato di pace con gli alleati e contribuisce all'adesione dell'Italia al piano Marshall e al Patto Atlantico.
Notizie da tutto il mondo: New York; Kyoto; Napoli 27/09/1950 durata: 00:01:49
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